Le NEUROFIBROMATOSI 1
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Informazioni
per i malati e le loro famiglie
Questo documento è stato preparato per rispondere
a molte delle numerose domande poste dalle persone affette
da NF; allo stesso tempo però questo breve documento
non pretende di rispondere a tutte le domande che potete
porvi; non esitate pertanto a contattare un medico specialista
o l’associazione stessa per iniziare un dialogo e completare
le vostre informazioni.
Introduzione
Sappiamo ad oggi che non esiste una sola bensì varie
neurofibromatosi. Almeno due tra queste sono totalmente
individualizzate e anche se hanno sintomi comuni, trattasi
di afflizioni genetiche molto diverse.
La più frequente è la neurofibromatosi di
tipo 1 (NF1) alla quale si dà oggi il nome, usato
nel passato in modo più generico, di malattia di
Von Recklinghausen.
Questa malattia è frequente dato che un neonato su
circa 3.000/3.500 nasce con questa differenza che si riscontra
ovunque nel mondo. Essa tocca gli uomini quanto le donne
e non risparmia nessun gruppo etnico.
Un’altra neurofibromatosi è molto ben individualizzata:
quella di tipo 2 (NF2) chiamata tempo fa neurofibromatosi
acustica. Geneticamente completamente diversa dalla NF1,
è molto più rara (1 caso ogni 40.000 nascite)
e comporta quasi sempre un attacco ai nervi auditivi (neurinomi
chiamati anche schwannomi).
Una persona affetta da NF1 non può trasmettere alla
propria discendenza la NF2 e viceversa.
Certe neurofibromatosi molto rare non appartenenti a nessuna
dei due tipi precedenti sono state descritte: non si sa
ad oggi se corrispondono a delle entità genetiche
ben distinte.
In questo documento si farà menzione soprattutto
della NF1 (o malattia di Von Recklinghausen) di sicuro la
più frequente.
Sintomi
che fanno pensare ad una Neurofibromatosi
(spesso NF1)
LE
“MACCHIE CAFFELATTE” (M.C.L.)
Queste macchie, il cui colore varia dal marrone chiaro a
quello scuro, sono molto frequenti in caso di NF1, molto
più rare e meno numerose nel caso di NF2. Appaiono
molto presto nella vita, spesso già notate dalla
nascita; al di fuori di un eventuale fastidio estetico,
esse non hanno nessuna conseguenza nefasta.
I
NEUROFIBROMI
Trattasi di tumori benigni derivanti dai filamenti nervosi.
Sono più frequenti al livello della pelle. La maggio
parte dei neurofibromi appaiono solo all’adolescenza; la
loro crescita è irregolare durante tutta la vita
(spesso più importante al momento delle gravidanze).
I neurofibromi restano, nella maggioranza, di piccola taglia
(non superando 1-2 cm); alcuni possono tuttavia crescere
molto di più.
La maggior parte di essi sono cutanei realizzando un aspetto
di tumori in pseudo-ernie, palline deprimibili al tatto,
del colore della pelle o spesso un po’ roseo o bluette;
la palpazione di questi neurofibromi non comporta nessun
dolore.
Esistano altre varietà di neurofibromi come i neurofibromi
nodulari, sottocutanei, più rari, spesso diffusi
lungo i tragitti nervosi (membra, faccia laterale del collo):
hanno l’aspetto di “gangli” in catena e sono dolorosi quando
palpati.
Una terza forma di neurofibroma è chiamata neurofibroma
plexiforma. Questi possono essere di grande taglia, invasivi
e per questo motivo porre problemi di compressione in alcune
zone delicate come il collo, il viso, il busto, anche le
membra. Appaiono molto presto nella vita, ma è spesso
la loro crescita durante la pubertà a farli notare.
Spontaneamente, ma raramente, alcuni neurofibromi sottocutanei
o plexiformi possono degenerare.
Un neurofibroma che si comporta in modo particolare: rapida
crescita, modifica della consistenza (durezza), sensazioni
dolorose insolite, segni di compressione neurologica … deve
preoccupare e talvolta essere tolto rapidamente ed il più
largamente possibile.
Invece, è ora totalmente certo che la rimozione di
neurofibromi, con il bisturi, per elettrocoagulazione o
laser, non è mai causa di cancerizzazione; la rimozione
dei neurofibromi non comporta l’accelerazione della crescita
dei neurofibromi restanti né la crescita di elementi
nuovi.
Appena un neurofibroma comincia ad essere vissuto male (crescita
esagerata, situazione psicologicamente delicata) bisogna
rimuoverlo senza aspettare; la cicatrice sarà più
discreta se si operano elementi di taglia inferiore ai 2
cm.
Per la diagnosi della NF1, i neurofibromi hanno lo stesso
valore delle M.C.L. e delle lentiggini. Neurofibromi e M.C.L.
possono svilupparsi tra pazienti che hanno una NF2 ma la
loro presenza è molto incostante e spesso discreta,
mentre sono eccezionalmente assenti in situazione NF1.
LE
LENTIGGINI
Trattasi di piccole macchie pigmentate di 1 a 3 mm di diametro;
hanno la stessa tinta delle “macchie caffèlatte”
di cui hanno la stessa apparenza in miniatura; le troviamo
nel 80% dei casi di persone affette da NF1; appaiono in
generale nell’infanzia. La loro localizzazione la più
significativa diagnosticamene è l’incavo delle ascelle.
Discrete, hanno importanza solo per l’aiuto che danno per
la diagnosi.
I
NODULI DI LISCH
Questi piccoli noduli dell’iris (il disco colorato che circonda
la pupilla) sono spesso difficili da vedere ad occhio nudo.
La loro ricerca è semplice ma per osservarle bisogna
che l’oftalmologo le conosca e sia informato dell’utilità
della loro ricerca. Da un semplice esame con la lampada
a fessura, l’oftalmologo può osservare piccole elevare/elevature(?)
giallo-arancione bombate, in genere multiple, disseminate
sui due iris; queste piccole lesioni sono totalmente benigne,
non comportano nessun disturbo nel funzionamento dell’occhio;
hanno solo un grande valore diagnostico. Prima dell’età
di 6 anni, questi noduli sono presenti nel 30% dei casi.
Il loro numero aumenta con l’età. Li ritroviamo nel
90% dei casi nell’età adulta.
La
malattia di Von Recklinghausen o Neurofibromatosi 1
Come sapere chi ha la NF1?
Anche se la presenza di almeno 6 M.C.L. deve fare sospettare
molto fortemente questa diagnosi, essa non costituisce un
criterio di diagnosi sufficiente. Si considerano attualmente,
per poter portare con certezza una diagnosi di NF1, necessari
almeno due dei sintomi seguenti:
• Almeno 6 M.C.L., di taglia superiore o uguale a 0,5 cm
nei bambini oppure di taglia superiore o uguale a 1,5 cm
negli adulti,
• Delle lentiggini, particolarmente evocatrici se stanno
nell’incavo delle ascelle,
• Dei neurofibromi: o un neurofibroma plexiforma o almeno
due neurofibromi apparsi più tardi durante la pubertà
o nel periodo post-pubertà,
• Un attacco cerebrale significativa (trattasi in realtà
del glioma del nervo e/o del chiasma ottico che descriveremo
più in là),
• Un’afflizione ossea caratteristica; le più caratteristiche
della NF1 sono un’afflizione di un osso dell’orbita che
può comportare un malposizionamento dell’occhio dal
lato raggiunto oppure un’afflizione della tibia (curvatura
che può condurre ad una frattura difficile da correggere)
manifestatasi nei primi anni della vita. Sono casi rari
(1 a 3%).
• Un antecedente familiare al 1° grado (genitore, fratello,
sorella, figlio affetto da NF1 definita secondo questi stessi
criteri).
Esiste ora solo una possibilità di diagnosi biologica
(si può spesso, per prelievo di sangue, determinare
se una persona ha oppure no una NF1 ma più facilmente
quando esistono altri casi familiari).
Se non ci sono altri casi familiari e se c’è, per
un dato bambino, un solo simbolo (in particolare le M.C.L.),
la diagnosi può in quel caso essere solo sospettata.
Solo il futuro potrà dire se questo bambino ha oppure
no la NF1.
Certi sintomi della NF1 non sono sempre facili da identificare:
in particolare le M.C.L., che possono essere cosi pallide
da non vederle alla luce ordinaria; un attento esame di
tutta la pelle, realizzato da un dermatologo che si aiuta
a volte con la luce ultravioletta (chiamata lampada di WOOD)
può aiutare a distinguerle da pigmentazioni dovute
ad altre afflizioni.
Nell’adulto che non presenta nessun sintomo della NF1, un
esame cutaneo e oculistico permette, quasi con certezza,
di eliminare la diagnosi. È in effetti estremamente
raro, nel caso esistesse (?) che un individuo che abbia
ereditato il gene modificato non mostri, all’età
adulta, nessun sintomo distinguibile della NF1.
Nella maggioranza degli adulti, la diagnosi della NF1 è
facile sui dati dell’esame clinico. Nella piccola infanzia,
in assenza di casi familiari vicini, la diagnosi rimane
talvolta in sospeso (le M.C.L. sono spesso l’unico sintomo
a questa età); la ricerca dei noduli di Lisch è
più significativa (30% solo dei bambini NF1 di 6
anni ne hanno) e gli esami complementari poco giustificati.
Una diagnosi molecolare, talvolta possibile, è eccezionalmente
necessaria, più facile nelle forme familiari che
nelle forme sporadiche; la diagnosi prenatale è considerata
solo se i futuri genitori pensano di interrompere la gravidanza
nel caso in cui avvenisse che l’embrione fosse portatore
della mutazione NF1; di fatto, questo ricorso alla diagnosi
prenatale rimane eccezionale, soprattutto perché
ad oggi è ancora impossibile prevedere la gravità
della forma di NF1 eventualmente trasmessa (ricordiamo che
solo 15 a 20% delle persone portatrici della mutazione NF1
possono essere gravemente affette).
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