
Lunedì 12 gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di riconoscimento e tutela dei caregiver familiari, cioè quelle persone che, a titolo gratuito, assistono e si prendono cura in ambito domestico di familiari disabili o non autosufficienti.
Il sistema di tutele previsto dal DdL ruota intorno al convivente prevalente (colui che garantisce il maggior carico di assistenza al familiare in stato di bisogno) e subisce una differenziazione basata sull’impegno di cura. Sono state delineate, infatti, tre tipologie di caregiver conviventi:
- chi svolge un carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali;
- chi effettua dalle 30 alle 90 ore settimanali;
- chi fa dalle 10 alle 29 ore settimanali.
Nel disegno di legge, oltre alla categoria principale del caregiver convivente, viene riconosciuta anche la figura del caregiver non convivente, colui che non vive nella stessa casa della persona con disabilità o non autosufficiente, ma presta comunque assistenza. Per essere riconosciuto come tale, deve svolgere almeno 30 ore di assistenza alla settimana.
Il provvedimento definisce infine l’ambito nel quale può essere individuata la figura includendo il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici), consolidando così una rete di protezione certa e legalmente riconosciuta attorno alla persona con disabilità.
DIRITTI E TUTELE
Viene previsto un contributo economico erogato dall’INPS fino a un massimo di 400 euro mensili erogati ogni 3 mesi, destinato però solo al caregiver convivente che presta assistenza a persone con disabilità gravissima per 91 ore settimanali, con un reddito inferiore a 3.000 euro annui e ISEE non superiore ai 15.000 euro.
Per gli altri caregiver, che non rientrano nei requisiti per il sostegno economico di cui sopra, il DdL prevede comunque una serie di tutele, modulate in base al monte ore svolto:
- Ferie e permessi solidali, donati gratuitamente dai colleghi dipendenti presso lo stesso datore di lavoro.
- Congedo parentale quando la persona assistita è un minore di 18 anni.
- Modifica dell’orario di lavorosulla base delle proprie esigenze e un accesso più diretto al lavoro da casa.
- Per i giovani caregiver, la possibilità di richiedere la compatibilità dell’orario del servizio civile.
- Esonero dalle tasse universitarie.
- Riconoscimento dell’esperienza di cura come credito formativo nei percorsi scuola-lavoro.
- Riconoscimento delle competenze acquisite con le cure, così da essere qualificati anche dal punto di vista professionale come operatori nel campo socio-sanitario.
TEMPISTICHE E RISORSE FINANZIARE
Dal punto di vista dei tempi, l’avvio del bonus non sarà immediato. Il DdL approvato in Consiglio dei Ministri dovrà percorrere il consueto iter parlamentare, e quindi superare il vaglio di Camera e Senato.
Poi si passerà alla fase operativa, con il fine di consentire all’INPS di avviare il portale per il riconoscimento delle tutele ai caregiver familiari entro il mese di settembre. Le risorse in campo per il 2026, pari a 1,15 milioni, dovrebbero servire proprio per i necessari adeguamenti tecnici.
ANANAS – APS – Associazione Nazionale Aiuto per la Neurofibromatosi amicizia e solidarietà. Associazione Nazionale Aiuto per le neurofibromatosi amicizia e solidarietà.